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La F.U.I.S. chiude e invita gli scrittori a rispettare il DPCM

Non riempiamo i cinema e i teatri di contagiati, di malati e…
La Federazione Unitaria Italiana Scrittori rispetta e accoglie con diligenza le disposizioni emanate dal DPCM. Il quadro dei contagiati, dei malati e dei morti esaminato dal Consiglio dei Ministri, sicuramente più ampio di quello che può avere il singolo cittadino, scrittore, artista, attore o musicista che sia, ha determinato una grave decisione di chiusura dei locali, anche quelli della cultura, in cui possono determinarsi assembramenti anche piccoli.
Non occorre un gran baricco per capirlo.
La F:U.I.S. invita gli scrittori, gli artisti e gli autori tutti a non seguire correnti di contestazione che contrastino le cautele sanitarie, anche drastiche che sono state adottate, richieste a tutti,  e imposte (a chi mostra di non avere orecchi, né memoria visiva quale la colonna dei camion militari carichi di bare).
Le proteste in corso, quando non sono dettate da ragioni di convenienza politica o da altri strumentalismi (le agenzie funebri fanno affari!), sono corrette e legittime. Se si attengono ai danni e ai risarcimenti, rapidi, dovuti per l’interruzione del lavoro. Ma non sia lasciato alla discrezione di singoli gestori l’apertura o chiusura dei locali: ciò andrebbe contro le attenzioni utili per salvaguardare se stessi e il prossimo.
Non è superfluo chiedersi quale legittimità culturale o artistica può avere il rischio di ospitare contagiati o malati (non certo cadaveri) nei luoghi di cultura e di ritrovo?

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